Il fenomeno della “Giftedness” risulta ancora scarsamente conosciuto nel nostro Paese, nonostante si stimi che in Italia circa il 5% – 8% dei bambini mostri prestazioni al di sopra della media.

“La plusdotazione è uno speciale tipo di intelligenza caratterizzata non solo da alto quoziente intellettivo, ma anche da un’eccezionale creatività ed alti livelli di motivazione in tratti specifici”. (Kalbfleisch, 2004; Renzulli, 1978, 1998, Sternberg, 2010).

I bambini e i ragazzi ad alto potenziale cognitivo possiedono abilità cognitive superiori alla media, nonostante ciò possono incontrare difficoltà ad attarsi all’ambiente scolastico, sia da un punto di vista didattico che sociale. Hanno interessi non comuni per l’età accompagnati da una non corrispondente maturità emotivo-relazionale.

Esistono diverse tipologie di Giftedness, una delle quali definita “doppiamente eccezionale” costituita da quei studenti che, oltre ad un’intelligenza superiore alla media, hanno una diagnosi in un’altra area, ad esempio: disturbo da deficit di attenzione/iperattività, disturbo specifico dell’apprendimento.

Il bambino plusdotato svilupperà il suo potenziale se e solo se viene precocemente identificato e il suo percorso scolastico supportato; rientra perciò all’interno dei Bisogni Educativi Speciali. (D.M. del 27/12/2012).

Obiettivo del nuovo supporto sull’alto potenziale, che si è deciso di inserire, è quello di focalizzare l’attenzione sulla sensibilizzazione al fine della valorizzazione delle potenzialità di ciascuno per consentire di ricevere, a bambini/ragazzi con alto potenziale il nutrimento ottimale per il proprio sviluppo. Il contesto di crescita non deve essere sottovalutato. E’ proprio dal contesto (famiglia e scuola) che un gifted può iniziare a manifestare le sue capacità, ed è sempre il contesto che consente a questo tipo di bambini di sviluppare in maniera graduale e positiva il loro talento, per non cadere in rischi quali il sottorendimento, il drop out,  la perdita di autostima e l’underachievement.

Orientarsi in questo percorso non è semplice c’è quindi necessità di figure specializzate che possano fornire guida e sostegno alle famiglie, agli insegnanti e anche ai diretti interessati che, non bisogna scordare, sono dei bambini o dei ragazzi che non sempre si rendono conto di quanto stanno attraversando.